La Pantera rosa

Appare per la prima volta nel 1963, ideata per la sigla del film “La Pantera Rosa” da cui appunto il prende il nome. David DePatie e Friz Freleng, autori dell’ animazione associano ai movimenti del felino un motivo jazz scritto da Henry Mancini che da un tocco in più. Arriva così il successo.

La Pantera Rosa è un felino filiforme, con un muso lungo, piccoli occhi, lunghi baffi e il naso rosso, e nella sigla fuma una sigaretta dal bocchino lungo ed ha un’aria aristocratica, snob, elegante e sofisticata. In questi corti il felino compie delle azioni stravaganti e la vittima nelle sue storie è un ometto, caricatura dell’ispettore Clouseau, dalla bassa statura, con un enorme naso e piccoli baffi.

La prima serie a cartoni animati della pantera è del 1968, per coerenza mantiene tutte le caratteristiche del personaggio, sempre muto e accompagnato dalla sua musica, in quanto a rendere divertente le storie ci pensano i dispetti, le gag e le situazioni assurde che si creano tra l’ispettore e la Pantera Rosa.

Ci sono altri personaggi ad arricchire queste storie. Big Nose è un adulto autoritario, infastidito da tutto quello che sfugge al suo controllo ed ostacola il felino nella sua creatività. Il migliore amico della pantera è Hoarse sempre presente nei momenti difficili, che fa da buona coscienza e tante volte è lui a raccontare la storia. Poi ci sono Ant e The Aardvark, la prima è una formica allegra, simpatica e con un grande senso artistico preda del nevrotico e ipocondriaco armadillo Aardvark.

Della Pantera Rosa è stato creato anche un albo a fumetti con circa 87 uscite pubblicate tra il 1971 e il 1984 .